“Venezia, l’altro giorno”, questo il titolo del nuovo singolo della cantante catanzarese Caterina “Katia” Oliverio. Il progetto musicale prodotto da Max Mungari uscirà a breve, tra aprile e maggio, in tutti i Digital Store e ha come autori Ernesto Casolari, poeta contemporaneo e Gianpaolo Lancellotti, storico batterista del gruppo ‘I Nomadi’, ai tempi di Augusto Daolio. Lancellotti prese parte, ad esempio, a brani come “Io Vagabondo”.

È momento d’oro per Caterina Oliverio che nel 2020 si è resa protagonista di due singoli che trattano temi molto delicati e attuali. Il brano musicale dal titolo “E ricominciare” (testo di Marco Greco) è rivolto a tutte le donne vittime di violenza, con il messaggio forte e chiaro di poter riprendere in mano la propria vita. Il singolo “Nuovi Eroi” è, invece dedicato a tutti coloro che si prodigano per combattere la pandemia da Coronavirus. Numerosi i brani interpretati, inoltre, dalla cantante catanzarese che si è esibita all’interno della serie di eventi della rassegna “Catanzaro, facciamo centro”. Katia, già ospite del ‘Pausa Caffè’ del 21 luglio 2020 condotto dal direttore Matteo Pirritano e da Federica Falbo è stata contattata dalla redazione di DB Radio per un’intervista nella quale parlare del suo nuovo singolo e della sua carriera all’interno del mondo della musica.

Caterina Oliverio

Foto: Franco Mazzei

Caterina, parliamo del tuo nuovo singolo in uscita, dal titolo “Venezia, l’altro giorno”. Quali sono i temi presenti e cosa ti ha spinta a questo progetto?

“La canzone racconterà di Venezia, città storica rinascimentale – gotica che conserva in sé tutta la sua bellezza, definita anche città dell’amore, meta di numerosi turisti.  Si metteranno in evidenza la sua raffinatezza ed eleganza, i suoi colori, la sua parlata, proprio come se si narrasse di una donna “una prima donna” da cui si rimane affascinati, come una “donna” difficile da dimenticare.  Nel testo del singolo vengono utilizzate anche in senso metaforico delle parole e la particolarità sarà quella di riuscire a coglierne il significato. Ciò che mi ha spinto a questo progetto è innanzitutto l’importanza morale che attribuisco a questo nuovo singolo, in quanto si tratta di un regalo che mi è stato fatto da un grande professionista che ha segnato la storia della musica italiana all’interno di una band conosciutissima e storica ‘I Nomadi’, ai tempi di Augusto Daolio e poi alla particolarità di questo brano che mi condurrà a mettermi alla prova su un genere un po’ diverso rispetto al precedente. Ascolterete suoni nuovi, un genere pop indie e meno rock anche se qualche sfumatura la ritroverete sempre. Mi piace mettermi in gioco”.

Tra gli autori del singolo, come hai citato, Gianpaolo Lancellotti, storico batterista per venti anni de I Nomadi. Che emozioni provi e come ricordi il musicista?

“Interpretare e cantare un singolo composto da Gianpaolo Lancellotti è per me una grande emozione oltre che un enorme onore. Gianpaolo era una persona splendida, molto umana, amato dal suo pubblico. Donava la sua arte ed esprimeva in maniera così pura la sua gratitudine nei confronti della musica; una persona estremamente umile, una di quelle persone che ascolteresti per ore, perché da una semplice chiacchierata avevi sempre tanto da imparare. Non dimenticherò mai la sua grinta, il suo sorriso, la sua spontaneità, il suo ricordarmi di non mollare mai, di credere sempre in ciò che faccio. Ci legava una stima reciproca veramente grande. Mi auguro sarà orgoglioso di me ovunque sia”.

Nel 2020 sei stata molto attiva, in particolare con la canzone “E ricominciare” riprendendo il tema sempre attuale della violenza sulle donne, oppure con ‘Nuovi Eroi’ dedicato a tutti coloro che operano nell’ambito sanitario in un momento delicato come quello della pandemia. Cos’è cambiato in questo arco di tempo e come ci si approccia a questi pezzi differenti tra di loro?

“Col singolo “E Ricominciare” contro la violenza sulle donne e “Nuovi Eroi”, dedicato a medici e infermieri ha avuto inizio un mio percorso discografico nuovo e sono molto soddisfatta del riscontro positivo avuto col pubblico. Non mi aspettavo così tanto, è stato sorprendente. Questi due singoli, il prossimo in uscita e altri faranno parte di un mio disco all’interno del quale troverete e ascolterete storie vere, parti della mia vita. La mia musica deve essere credibile prima di tutto per me stessa per poter essere credibile da chi mi ascolta. Non amo indossare maschere, la musica per me è libertà. Questo che stiamo vivendo è un periodo difficile per tutti anche per noi del settore musicale, ma mi piace pensare che tutto tornerà alla normalità presto e intanto non bisogna mollare, sfruttiamo il tempo a disposizione dedicandolo alla creatività”.

Riprendendo anche il Festival di Sanremo, con la vittoria dei Maneskin, senti che può essere la conferma di un cambiamento già in atto della musica italiana?

“Sicuramente c’è già in atto un cambiamento nel panorama della musica italiana. Quest’anno ha vinto il rock, si è dato molto spazio ai giovani e questa è una cosa bella. Mi auguro che nessun genere musicale venga messo al secondo posto rispetto ad altri solo perché più vendibili. La musica è tutta da apprezzare soprattutto se ha da raccontare”.

Parlando di te, ospite durante ‘Pausa Caffè’ del 21 luglio confermasti che segui una rigida dieta. Stai continuando o ti concedi qualche strappo?

“Ricordo piacevolmente la mia ospitata a “Pausa Caffè”…. Confermo che la dieta continua (sorride) anzi definiamola alimentazione corretta e sana, però non nego che ogni tanto qualche strappo me lo concedo, ci sta dai, un bel piatto di lasagne o una barretta di cioccolato; come si può rinunciare completamente a ciò?”.

Qual è il sogno, ad oggi, di Caterina Oliverio?

“Il mio sogno è non smettere di raccontarmi e raccontare attraverso la mia musica regalando emozioni, ritornare a cantare all’estero, il mio disco e tanti altri lavori che ho in mente. Gli obiettivi sono tanti, i progetti ci sono, la volontà c’è tutta. Dico sempre che bisogna avere gli “occhi della tigre”, avere sempre fame, grinta, mai sentirsi abbattuti, mai rallentare, mai pensare di essere arrivati al traguardo perché ogni traguardo è sempre un punto di inizio”.