Quinto film in concorso alla XVII edizione del Magna Graecia Film Festival: è la volta del produttore Gianni Costantino e dell’attore Paolo Sassanelli sedersi al tavolo dei relatori e raccontare il microcosmo clientelare e del nepotismo delle università “squisitamente” italiano, fatto di spintarelle, “nipote di” e amici degli amici. Un’attitudine radicata, purtroppo, negli italiani, che trova vita nel film “TuttoAPPosto”, presentato questa mattina nel consueto dialogo con Antonio Capellupo, assistente di direzione della kermesse diretta da Gianvito Casadonte. Una realtà quasi ostentata con sfacciataggine, senza celare il sottobosco dei favori e degli agganci: è questo che Costantino racconta nel film, dando voce all’idea di Roberto Lipari, brillante studente di medicina che aveva il desiderio di raccontare questo spaccato di realtà. “Il film è un ritratto allegorico di questo nostro Paese – osserva Costantino -. È una commedia di “malcostume” italiano e raccontarlo fa anche ridere, per mettere in rilievo le storture del modo di fare in Italia e, nella fattispecie, in una parte di Sicilia, poiché il film è ambientato a Catania”.

Come possono fare i ragazzi a ribellarsi a questo sistema che è, ahinoi, consuetudine? Ecco l’app “tuttAPPosto” tramite la quale diffondere in tutte le università italiane i voti ai professori! Un modo per dire basta, per smentire il luogo comune del “tanto non cambia mai niente”: il film è una risposta alla delusione degli onesti, di coloro che fanno le file, di chi è in coda e non ha santi in paradiso.

“Senza push-up non superi l’esame”: nelle vesti del professore Luigi Castellini, ossessionato dalle studentesse, un poliedrico Paolo Sassanelli: “Mi sono divertito ad interpretare questo professore malato di sesso che giudica secondo caratteristiche estetiche e non per merito”, evidenzia l’attore pugliese.

A fare da prologo, l’intervento in sala stampa di Carolina Di Domenico, madrina del Magna Graecia Film Festival, la quale ha rinnovato il proprio elogio a coloro che, mediante la kermesse, trovano uno spazio per far respirare il proprio potenziale: “Il festival punta proprio a dare spazio a chi è protagonista di un’opera prima o seconda – dice la madrina – con un’attenzione  particolare verso coloro che evidentemente non hanno avuto grande distribuzione ma hanno un pubblico che li attende”.

 

Cosimo Simonetta