Riconoscimento del diritto alla contrattualizzazione e alla attribuzione di un punteggio “dopo un decennio di sfruttamento”. Questo l’obiettivo della manifestazione dei tirocinanti calabresi che non ha avuto luogo solo a Roma al Ministero del Lavoro – organizzata da USB (Unione Sindacale di Base) – ma anche a Catanzaro, in Piazza della Prefettura. Una situazione drammatica che sta coinvolgendo circa 7000 persone fra uomini e donne, padri e madri di famiglia, lavoratori che prestano quotidianamente servizio presso Enti Pubblici e Privati e Ministeri.

DB Radio, presente all’evento, ha intercettato due tra le promotrici del corteo di protesta nel capoluogo di regione calabrese. “Chiediamo la stabilizzazione anche per il riconoscimento di quei diritti acquisiti perché non dimentichiamo che i tirocinanti – ha affermato Serena Varano nonostante non abbiano tutele svolgono le loro funzioni in una situazione di emergenza. Non siamo disposti ad essere oggetto di strumentalizzazione politica”.

“Siamo persone preparate, formate perché alcuni ricopriamo dei ruoli fondamentali – le parole usate, invece, da Agnese Barbieriall’interno della Pubblica Amministrazione. Molti sopperiscono alla carenza di personale che è atavica ormai. Chiediamo al Governo, che dopo 10 anni, si faccia carico della nostra situazione e, nonostante tutto, non siamo coperti nemmeno da ammortizzatori sociali”.

Alle queste dichiarazioni hanno fatto eco quelle di Francesco Serravite, tirocinante da oltre dieci anni: “Non ne possiamo più. Vogliamo un lavoro vero, grazie al quale possiamo mantenere le nostre famiglie. Ci hanno riempito di tante parole e promesse”.

Il Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, ha ricevuto una delegazione di tirocinanti che hanno esposto la richiesta di un tavolo tra il Ministero del Lavoro, il Ministero della Pubblica Amministrazione e l’assessore regionale con delega al Lavoro Fausto Orsomarso, affinché, nell’ottica di una futura contrattualizzazione, si possa mettere un punto a questa vicenda.