AGGIORNAMENTO 28 APRILE 2021

Sant’Anna Hospital, ennesimo giorno di passione. E per “passione” non alludiamo certo all’abnegazione dei circa 300 dipendenti (perché loro ne hanno tanta), ma alle peripezie che gli stessi continuano a vivere, da diversi mesi, ormai, fin l’inchiesta “Cuore Matto” nella quale si trova coinvolta la clinica, per reati ipotizzati relativi all’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica.

Piazza Prefettura ha accolto, questa mattina, le grida dei dipendenti radunatisi per un nuovo sit-in, “armati” di drappi, cartelloni, striscioni, tanta voce e cuore in mano. Proprio la clinica cardiologica fiore all’occhiello tra le strutture sanitarie del Capoluogo, resta al centro delle cronache. Tra i presenti alla manifestazione, il delegato dell’Usb Antonio Iiritano, il quale si è fatto portavoce dei toni esacerbati dallo stato di allarme dei dipendenti e delle loro famiglie.

Manifestazione avvenuta all’indomani dell’incontro avuto tra una delegazione di lavoratori del Sant’Anna, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil ed il capo della “triade” commissariale alla testa dell’Azienda sanitaria provinciale, ASP di Catanzaro, il Prefetto Luisa Latella. Stando a quanto riportato, non vi è alcuna preclusione della struttura commissariale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro nei confronti della clinica cardiologica Sant’Anna Hospital, tanto da non corrispondere al vero quanto emerso in questi giorni da indiscrezioni giornalistiche in merito alle intenzione dell’Asp di non firmare il contratto di servizio 2021. Una riunione, quella di ieri, svolta nella sede della direzione dell’Asp, alla quale hanno preso parte il segretario della Fp Cgil Franco Grillo e Luigi Tallarico della FP Cisl Magna Grecia Catanzaro, delegato anche dalla Uil Fp Uil, oltre ai rappresentanti delle segreterie regionali dei sindacati, Luciana Giordano (Cisl) e Franca Sciolino (Cgil), voluta dai rappresentanti sindacali per fare finalmente chiarezza in relazione alla posizione assunta dall’Asp nei confronti della clinica e soprattutto al futuro dei dipendenti della struttura che rischia di chiudere a causa della acclarata crisi di liquidità subentrata nei mesi scorsi.

Seppur esausti e preoccupati per una situazione che potrebbe precipitare nel baratro, ai dipendenti è stato quindi chiesto di attendere i tempi tecnici imposti dalla rideterminazione del Piano del Fabbisogno, secondo quanto disposto dal commissario ad acta per la Sanità, Guido Longo, in base alle verifiche relative alle strutture pubbliche e private. È chiaro, vi è la volontà unanime di giungere ad una soluzione per il bene di tutti, che non vada a nuocere per il Sant’Anna. Ma maggio è alle porte, i tempi stringono e il budget pure.


 

 

 

 

 

 

 

Un Natale diverso. Un Natale di sacrificio, di restrizioni. D’altronde non poteva essere altrimenti, ne eravamo consapevoli: un Paese suddiviso per colori relativi al grado di emergenza sanitaria, nel mentre l’arrivo del vaccino accende la luce della speranza, grazie alla quale intravedere l’uscita del tunnel. Ma ci vorrà ancora tempo. E così, anche il mese di dicembre si è visto “scaglionato” tra rosso e arancio, in modo da regolamentare spostamenti al fine di favorire l’attenuarsi del contagio. Per alcuni, però, la notte è più buia. Per chi rischia di non poter beneficiare dei frutti del proprio lavoro, del proprio sudore.

I dipendenti del Sant’Anna Hospital, un’eccellenza calabrese tra le strutture private, fiore all’occhiello per la città di Catanzaro, vivono da settimane sulla graticola. Ad innescare la detonazione, l’inchiesta “Cuore Matto” che, lo scorso ottobre, ha sconquassato l’ambiente per reati ipotizzati relativi all’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica attualmente non operativa. A far precipitare la situazione, il beffardo “ben servito” per oltre trecento dipendenti della clinica cardiologica, a poche ore dalla vigilia di Natale: stop all’erogazione di prestazioni a carico della sanità pubblica. Questo ha comunicato l’azienda sanitaria provinciale. Di male in peggio.

Sfondo della manifestazione di protesta, avvenuta questa mattina, piazza Prefettura: bandiere, striscioni, drappi, megafoni e fischietti, a fare rumore, ad accendere l’attenzione della cittadinanza tutta (non solo delle istituzioni), per sensibilizzare la gente comune verso quello che si prospetta come dramma per l’intero territorio, non solo per i lavoratori a rischio che chiedono ascolto dopo mesi di silenzio.

Nel frattempo una delegazione del Consiglio d’Amministrazione del Sant’Anna è stata ricevuta in Prefettura e, nella conferenza stampa tenuta nella Sala delle Culture (nell’adiacente palazzo di vetro), sono state ripercorse le tappe che hanno portato all’attuale situazione. Durante l’incontro, il presidente del CdA nominato dal tribunale, Gianni Parisi, ha ribadito che la gestione aziendale della clinica prescinde dall’indagine, poiché lo stato delle cose è figlio di mancate interlocuzioni istituzionali con gli organi preposti a governare i processi in Sanità: “Il nostro unico committente è l’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro”, sostiene Parisi.

Fuori, i cuori uniti di coloro che chiedono aiuto. Proprio loro che del “cuore” sono l’eccellenza. L’eccellenza del capoluogo che rischia di dissolversi e segnare una nuova sconfitta. L’ennesima, per tutti quanti.

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