La vita non è un film. Eppure ci sono momenti indimenticabili, in cui sogno e realtà si fondono ed è possibile realizzare anche il desiderio di incontrare il proprio idolo. Specie se l’idolo in questione, ha scritto la storia delle serie televisive degli Novanta, quando la soap opera (o il “telefilm”) era l’appuntamento fisso che scandiva le giornate della gente comune: Ronn Moss, l’indimenticabile “Ridge” di “Beautiful” ha aperto oggi, domenica 2 agosto, le masterclass nell’ambito della XVII edizione del Magna Graecia Film Festival al complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro.

Dialogando con Antonio Capellupo, assistente alla direzione della kermesse diretta da Gianvito Casadonte, Ronn Moss ripercorre gli esordi della sua carriera, da “Beautiful”  (la soap che ha appena festeggiato 30 anni dalla messa in onda della prima puntata), tra aneddoti personali e progetti futuri, in particolare il film che da settembre girerà in Italia nelle vesti di produttore e attore, “Viaggio a sorpresa” (“Surpise Trip”), una commedia romantica ambientata tra New York e la Puglia, che narra la storia di Michael, un broker di Wall Street stressato, che compra un trullo in Puglia per dare una sterzata alla monotonia della sua vita: una volta arrivato, Michael si imbatterà in una serie di vicende che vivacizzeranno la trama, come accennato in serata con la proiezione di alcuni sketch in anteprima.

Ronn MossAutografi e selfie con gli spettatori che avevano prenotato la presenza (secondo le norme anti-covid) ben prima dell’inizio della masterclass, a rendere l’atmosfera ulteriormente conviviale e leggera, come nell’ascoltare le parole del giramondo diviso tra musica e grande schermo che, non più giovanissimo, conserva fascino e carisma, a distanza di trent’anni. Gli inizi da musicista, la sua altrettanto grande passione per Hollywood, i racconti legati alla sua famiglia (la grande amicizia tra suo padre e Charlie Chaplin, ad esempio), l’amore per l’Italia e per il sud in particolare, le donne incontrate: Ronn Moss si racconta col chiostro del San Giovanni a fare da cornice, mentre il sole tramonta. Quindi, l’esplosione del “fenomeno Beautiful” che ha segnato la cultura pop dell’epoca: “Presi coscienza della grandezza di ciò che stavamo facendo, nel vedere quanta gente ci seguiva, dopo un po’ di tempo. Nei primi due anni di registrazione non eravamo consapevoli dell’impatto di ‘Beautiful’ sulla società– ammette l’attore -. Ricordo quando fui invitato in Grecia per lavoro e una volta lì, venni acclamato da una folla oceanica! Allora in quel momento capii”, sostiene, facendo anche il paragone con “Baywatch”, altro cult della serialità televisiva, che tuttavia non regge il paragone con “Beautiful”, in termini di ascolti e longevità.

Dunque, la decisione di lasciare la soap che lo ha reso celebre dopo tanti anni. Una scelta presa con serenità: “Ho lasciato per molte ragioni, ma non per soldi. Circa due settimane prima che il mio contratto terminasse, io e mia moglie abbiamo avuto un incidente stradale, siamo stati travolti da un camion – rivela Moss -. Ho deciso di ritirarmi dalle scene e dedicarmi ad altro. È stato uno shock per il produttore, ma gli ho raccontato cosa stesse realmente accadendo dentro di me dopo l’incidente, perché sono una persona che cerca di superare gli ostacoli senza piangersi addosso. Guardando indietro, dico che è stata una cosa positiva lasciare, perché oggi riesco ad esplorare orizzonti che non avevo preso in considerazione prima. Per me è stata una rinascita lasciare la soap”. E la sua rinascita passa dal Belpaese: “Sono tornato in Italia dopo alcuni progetti e in Puglia ho conosciuto persone tra le più belle e affettuose incontrate in vita mia, come Tiziano Cavaliere, con cui ho iniziato una produzione e nei nostri mille viaggi tra nord e sud Italia, siamo partiti con l’idea di produrre questo film – sostiene -. Insieme abbiamo registrato fino all’interruzione causa covid, ma puntiamo a finire presto, sperando di superare gli ostacoli che si stanno ponendo. Abbiamo una storia bellissima che vogliamo raccontare”.

Cosimo Simonetta