Riflettori accesi sul mondo dello spettacolo e dell’arte: tra i protagonisti dell’iniziativa “Rainbow Free Day” le etichette indipendenti Calabria Sona e Italy Sona. Marasco a  DB Radio: “Siamo in tanti, abbiamo bisogno di ripartire”.

 

“The show must go on” cantava Freddie Mercury.

Una citazione presa in prestito spesso e volentieri ma che, mai come in questa circostanza, è pertinente.

Il mondo dello spettacolo e dell’arte è fermo ormai da un anno e pochi, se non nulli, sono stati i passi verso una apertura seppur parziale.

Rainbow Free Day si propone, in questo contesto, di accendere una luce sugli artisti e gli operatori del settore della musica e del’arte indipendente, un’iniziativa online che vuole mettere al centro dell’attenzione la diversità e la produttività del settore dello spettacolo e dell’arte.

Oltre duecento appuntamenti, quasi cinquecento adesioni ed un palinsesto fittissimo che dal 15 al 30 gennaio vedrà sulla piattaforma www.rainbowfreeday.com e sui social collegati, l’alternarsi di musica e cultura a 360 gradi: questo per porre un accento sull’esigenza di ripartire di un settore gravemente penalizzato dall’emergenza Covid.

Su questo palcoscenico virtuale, a rappresentare la Calabria, le etichette indipendenti Calabria Sona e Italy Sona, nella persona del CEO Giuseppe Marasco che, oltre ad essere promotore dell’iniziativa all’interno del comitato organizzativo, veste i panni di conduttore in molte attività in palinsesto.

Nel DB Social del 26 gennaio condotto da Cosimo Simonetta e Federica Falbo, Marasco è stato un graditissimo ospite col quale parlare del Rainbow Free Day e della musica indipendente del nostro territorio.

“Calabria Sona è nata con l’intento di valorizzare, promuovere e produrre la musica che nasce in Calabria. Cerchiamo di valorizzare, aiutare, sostenere tutti i generi musicali ma è ovvio un occhio di riguardo alla musica che nasce dal territorio – sostiene Marasco -. Molte volte questo genere di musica e di artisti sono ancora di più “ghettizzati” e tenuti in disparte dal panorama non solo sociale ma anche culturale che non riconosce, per ignoranza, il valore della Folk Music della world music d’autore”

E se è vero che la Folk Music è la cenerentola del panorama musicale secondo Marasco “è un problema italiano non considerare la musica come un patrimonio, oltre che culturale, economico”.

Nonostante il terreno poco fertile, negli anni la musica popolare è cresciuta rifinendosi sempre più. “Adesso si capisce che dietro –  spiega Marasco – ci sono dei progetti, ci sono degli arrangiatori, ci sono dei musicisti seri che altri musicisti, italiani e non, ci invidiano e chiamano nelle loro produzioni. Pensiamo a Francesco Loccisano con Vinicio Capossela o con Gianna Nannini”.

“Il bello della musica popolare è che si riesce a interagire molto con il mondo, quindi vi sono contaminazioni continue – continua -. Ad esempio la Calabria Orchestra: questo progetto che noi abbiamo portato avanti con oltre venti musicisti, che io definisco la ‘serie A dei musicisti calabresi’! In questo caso abbiamo proprio un’interazione completa: l’ultimo concerto che abbiamo fatto nel 2019 era con Morgan. Siamo riusciti a dare una forma più ordinata e negli standard internazionali ad una musica che ovviamente nasce dal popolo”.

Se lo stato pandemico impedisce di programmare concerti e tour, Calabria Sona sta concentrando le sue forze sulle nuove produzioni discografiche e, tra le ultime uscite, vi è l’ultimo singolo dei Ragainerba, il duo calabrese formato da Antonio Cogliandro e Vincenzo Misale che, da oltre vent’anni, valorizza la musica del nostro territorio con una fusion di musica reggae, ska e funky.

Il 22 gennaio, durante uno degli eventi del Rainbow Free Day, hanno presentato il brano dal titolo “Il giusto modo di sognare”, nato alla fine del 2020, il cui video clip è atteso per il 29 di questo mese.

Un palco, quello del Rainbow Free Day, che ha permesso a Ragainerba di presentarsi ad un pubblico più vasto, superando i confini regionali.

Un progetto, il loro, nato nel 1999 a seguito di numerose serate live che hanno acceso la miccia del desiderio di scrivere e comporre i propri testi, con una impronta del tutto personale.

Serate live che per il momento è impossibile organizzare, senza una data futura per il tanto atteso incontro dal vivo con il pubblico. E con questo problema non devono fare i conti solo le realtà indipendenti. Anche il Festival Italiano per eccellenza, il Festival di Sanremo, sta provando a risolvere cercando dei figuranti per riempire la platea del Teatro Ariston.

Un’occasione persa, secondo i Ragainerba: “Mettere dei figuranti non ha senso. Sarebbe stato un punto di partenza, adottando tutti i provvedimenti del caso, per il mondo della musica – continua Misale -. Il pubblico a Sanremo avrebbe potuto lanciare un messaggio ben preciso: ‘Ricominciamo dal mondo dei live, ricominciamo a portare la gente agli spettacoli e a teatro’. Ma così non è”. Soprattutto, sempre secondo il duo calabrese, poteva essere un modo per regolamentare il teatro e gli spazi pubblici. E, se in questo anno pandemico il settore dell’arte e dello spettacolo ha ricevuto pochissima attenzione da parte del governo, i Ragainerba ci lasciano con un monito: “Il mondo dello spettacolo non è solo svago ed intrattenimento, è cultura che si evolve”.

 

Articolo di Federica Falbo