Il DB Social del 10 dicembre condotto da Francesco Allevato e Maurizio Ceravolo ha avuto come tema centrale la giornata internazionale sulla tutela dei diritti umani, in virtù della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo redatta il 10 dicembre 1948. Per l’occasione sono intervenuti in trasmissione Annalisa Pagano, attivista di Amnesty International e Matteo Meloni, ex addetto stampa per la Farnesina e collaboratore della testata giornalistica eastwest.eu.

Sono stati toccati temi ed argomenti molto importanti come le discriminazioni razziali di cui abbiamo una recente testimonianza nel mondo sportivo, il maltrattamento dei rifugiati e degli immigrati da parte di alcune nazioni fino ad arrivare alla situazione americana con il movimento “Black Lives Matter”, creato proprio a tutela delle persone di colore che ancora oggi non hanno parità di trattamento in determinate circostanze.

Amnesty International in prima linea contro le disuguaglianze

A tal proposito, rilevanti sono state le parole dell’attivista di Amnesty International, Annalisa Pagano, esponente della famosa organizzazione non governativa finalizzata a tutelare i diritti umani in tutte le sfaccettature: “Amnesty International si occupa dei diritti umani in maniera imparziale, evidenziando l’importanza della dichiarazione universale dei diritti umani. Bisogna ricordare la lotta alla tortura, la libertà di espressione, tutti principi che alcuni stati non sempre rispettano, la stessa Italia non sempre rispetta tali diritti. Possiamo prendere ad esempio i recenti accordi con la Libia, che ci testimoniano come il nostro stato, ma anche l’ambito europeo sia ancora lontano dal pieno rispetto della tutela dei diritti umani”.

Matteo Meloni si esprime sul Magnitsky Act

Una delle critiche mosse all’Unione Europea sul tema delle violazioni umanitarie è quella di non essere dotata di uno strumento sanzionatorio adeguato da rivolgere contro gli stati. Proprio per tali motivi, l’UE ha deciso di adottare il “Global Human Rights Sanctions Regime”, più noto come il Magnitsky Act europeo perché ricalca quello americano, ovvero un sistema che permetta di sanzionare stati, persone ed enti in caso di violazioni. Interessante il punto di vista dell’ospite Matteo Meloni, ex addetto stampa della Farnesina: “L’approvazione del Global Human Rights Sanctions Regime da parte dell’Unione Europea riprende il Magnitsky Act voluto ai tempi della legislatura Obama per dotarsi di uno strumento adeguato per sanzionare i diritti umani. In questo modo l’Unione Europea intende gestire meglio le migliaia di fattispecie che purtroppo ancora oggi sono difficili da affrontare in quanto gli stati cercano in qualche modo di approfittarne”.

Francesco Allevato