DB Radio rende omaggio a Giuseppe Cosentino, mancato dopo le complicazioni seguite all’intervento chirurgico cui era stato sottoposto nei giorni scorsi. Lo speciale NetClub del pomeriggio ha visto la partecipazione di alcuni tra i protagonisti che lo hanno affiancato nella sua gestione. Un’era avviata nel pomeriggio del 6 agosto 2011 culminata con la promozione in Prima Divisione già al primo anno. Gioie, ma anche qualche amarezza, fino al rischio retrocessione ed i saluti nel 2017. La città di Catanzaro, ad ogni modo, nel bagaglio emotivo legato all’immagine di Cosentino, non può non avere tanta tanta riconoscenza per un uomo giunto da una provincia rivale (sul piano sportivo) determinato a fare grandi cose, sebbene il destino, poi, non abbia decretato quanto era nei desideri di allora. A volte burbero, a volte spumeggiante, distinto per essere tipo che “non le manda a dire” anche nei confronti della stampa, ma sempre sincero: a Cosentino il merito d’aver riportato la dimensione di normalità a Catanzaro, tra pallone, calciomercato, vittorie e sconfitte, non aule di tribunale e fallimenti paventati.

Ai microfoni del direttore Matteo Pirritano e di Francesco Panza, le voci di coloro che hanno contribuito a scrivere una fetta di storia giallorossa, per tracciare un ricordo dell’uomo, come il mister Alessandro Erra, che sui Tre Colli ha vissuto tre fasi della sua carriera, dalle salvezze di Ischia e Vibo ai playout, al passaggio al gruppo Noto. “Un giorno molto triste, ho avuto l’onore di conoscere un uomo che mi ha trattato come un figlio. Da lui sempre una pacca sulle spalle, ho solo ricordi belli della famiglia, che mi ha fatto sentire uno di loro. Mi ha trasmesso passione, amore per la vita, anche se in un momento storico particolare, con contestazioni nei suoi confronti. Ha sempre amato il Catanzaro, anche se apparentemente distante era sempre presente, ha dato tutto alla causa giallorossa. Una persona speciale”.

Inevitabilmente, alcuni aneddoti del Cosentino presidente, un uomo vecchio stile, dal carattere forte e viscerale, ma innamorato della sua creatura, nonostante l’apparente distacco all’epilogo della sua gestione: “Ricordo nell’immediato post-gara a Vibo, ipotizzava una grande ripartenza, voleva fare qualcosa di importante, poi successe quella disavventura giudiziaria – rivela Erra -. Se dall’esterno poteva sembrare che si fosse rotto qualcosa con la piazza – il rapporto non era idilliaco come i primi anni – lui però ci teneva, aveva investito tanto. Il Catanzaro era una sua creatura, e amava fare le cose per bene, dopo quell’anno. Anche dalla Cina era in continuo contatto, era molto presente”.

Parole eloquenti anche da un bomber, colui che con il Catanzaro Calcio detiene il record di marcature in un torneo, quel Simone Masini trascinatore della promozione targata Cozza a suon di gol: “Sapevo della sua condizione, ma c’era la speranza. Al di là di tutto si instaurano rapporti che durano negli anni”. E sulla sua personale esperienza con Cosentino: “Ho avuto la fortuna di vivere momenti bellissimi, tra vittoria e salvezza, trasmetteva questo senso di famiglia – dice Masini che ha ormai appeso gli scarpini per intraprendere la carriere da allenatore -. Aveva i modi di un padre, diceva le cose con schiettezza senza risparmiare nessuno, ma sempre affettuoso”. Poi alcuni simpatici aneddoti: “Mi telefonò Cozza nel penultimo giorno di mercato a mezzanotte, e pensavo fosse uno scherzo. L’indomani mi chiamò Cosentino, così sono riusciti a portarmi a Catanzaro. Lo ringrazierò per sempre, è stata un’annata che mi ha lasciato più di ogni altro anche umanamente. Noi compagni di quell’anno abbiamo una chat di gruppo, ci sentiamo ogni giorno! Cose che nel calcio si sentono di rado”.

Toccante il ricordo di Angelo Sorace, direttore sportivo della cavalcata 2011/12: “Appena 15 giorni fa ero con lui al mare, abbiamo chiacchierato un paio d’ore e tra le cose di cui abbiamo parlato, proprio il suo amore per Catanzaro che lui ha tanto amato – confida amaramente -. Sotto l’ombrellone, quella domenica mattina, abbiamo ripercorso la festa promozione con gli oltre 10mila al “Ceravolo”, o quei container che fungevano da spogliatoio! Il Catanzaro era destinato ai dilettanti, ma la sua tenacia ha consentito prima l’iscrizione, poi l’acquisto del marchio e la vittoria del campionato. Da ricordare, la cessione senza alcun debito”. Quindi la notizia, un fulmine a ciel sereno per Sorace: “Appreso il fatto sabato mi sono precipitato all’ospedale di Germaneto, per stare al fianco dei familiari. È stato un amico leale, senza peli sulla lingua. Ha fatto tanto e si è rammaricato perché avrebbe voluto fare di più. E adesso è un dramma per i dipendenti della sua azienda, per le famiglie della comunità, legate a lui”. Infine, uno degli episodi che lo rendevano squisitamente “naturale”, senza filtri, amabile: “Ricordo una scena ricorrente, nei pranzi che precedevano la partita … quegli spaghetti con l’olio che produceva lui nei suoi terreni! Scene di ogni domenica”.

di Cosimo Simonetta