Torna l’Hyle Book Festival, rassegna curata da Elena Dardano. Si tratta di un festival letterario promosso dall’Amministrazione Comunale di Taverna con il sostegno economico e il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale della Sila, quest’anno alla sua seconda edizione e in programma da domani 6 agosto, sino all’8 presso il Teatro Verde del Centro Visite “A. Garcea” in Località Monaco di Villaggio Mancuso, i cui spazi e locali sono concessi dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. La redazione di DB Radio ha contattato Elena Dardano per parlare dell’Hyle Book Festival, alla vigilia della sua seconda edizione.

Come nasce l’idea dell’Hyle Book Festival? Quali sono le difficoltà incontrate, complice anche la pandemia da Coronavirus?

“Il Festival nasce grazie alla mia passione per i libri che risale a quando ero bambina. Pian piano ho sempre acquisito professionalità nel campo, facendo esperienza nel mondo editoriale, lavorando a festival letterali. Ho sempre amato la Sila, un amore viscerale per la mia terra e quando si sono unite varie allineazioni astrali, tra cui il sostegno del Parco Nazionale della Sila, quello del Comune di Taverna, il festival è nato da sé in un periodo in cui ero tornata in Calabria e potevo mettere a frutto le competenze acquisite fuori.

Per quanto riguarda le difficoltà, il sostegno non è mai mancato da parte di nessuno. Sono state più legate al mondo editoriale, coinvolgere autori e scrittori fuori dalla Calabria per le ovvie problematiche dovute agli spostamenti e ci si è concentrati su scrittori e artisti calabresi. Tutti hanno risposto con grande entusiasmo. Il festival nasce quando tutti avevano bisogno di ripartire dopo il lockdown di marzo-giugno 2020”.

Ci saranno delle novità tra prima e seconda edizione?

“Le novità più grandi riguardano tempistica e location. L’anno scorso il festival si è svolto nelle domeniche di agosto. Quest’anno si svolgerà da domani, venerdì 6 agosto a domenica, quindi un intero weekend. Si è preferito cambiare ottica. Si è cercato di fare un esperimento in quanto la Sila e, in particolare, Villaggio Mancuso, è contraddistinta ancora da un flusso importante di turismo di domenica e flusso minore negli altri giorni.

Si è cercato di portare turismo anche negli altri giorni della settimana. L’anno scorso il festival è stato svolto presso il Grande Albergo delle Fate. Per motivi logistici e gestionali non è possibile in questa edizione e lo faremo presso il Centro Visite “A. Garcea” in Località Monaco di Villaggio Mancuso, grazie alla concessione del Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. Per quanto riguarda il programma si caratterizza di incontri letterari e per bambini”.

Quali obiettivi si propone questa rassegna, giunta alla sua seconda edizione?

“Si propone di portare al centro della Sila e della Presila, la lettura, la discussione. Il nome del festival è un manifesto di intenti. Il nome Hyle deriva del greco ed è l’origine del toponimo Sila e significa sia essenza che bosco. Il fine è quello di immergersi nel verde in momento di discussione e condivisione. È una rassegna dedicata al libro con la promozione della lettura tra i più grandi e più piccoli come finalità”.

Il pomeriggio di domenica 8 agosto alle ore 16:00 vi sarà la presentazione del documentario Le montagne della Sila. Si sente l’esigenza di valorizzare questo luogo?

“Assolutamente. Un altro obiettivo è valorizzare l’identità calabrese e del posto. Lo si fa attraverso presentazioni dei libri, sia attraverso artisti del territorio. L’anno scorso il festival si è aperto con Nando Brusco, un cantastorie calabrese, quindi c’è stata una parte musicale. Quest’anno abbiamo rivolto l’attenzione a questo documentario ‘Le montagne della Sila’, prodotto e diretto da Angelo Pascuzzi e Ross Earney, scritto da Ross Earney Angelo Pascuzzi, Gabriele Pascuzzi e Simone Puleo. È un documentario che raccoglie immagini e suggestioni del luogo, testimonianze di persone che vivono nel luogo e dialogano con Ross Earney, un londinese giunto in Sila e si trovato di fronte ad una natura a cui non era abituato. Vi è proprio una riflessione sulla natura, sull’ecologia molto importante”

Tra i vari ospiti presenti ce n’è qualcuno in particolare di cui è contenta?

“Ogni ospite è assolutamente unico a sé e sono contenta della partecipazione di tutti. Vado particolarmente fiera di Giuseppe Meta, un mio conterraneo di Taverna che ha pubblicato il suo primo libro ‘Il tempo dell’attesa’ che presenteremo sabato alle ore 17. Si passa da Mimmo Gangemi, conosciutissimo e apprezzatissimo autore alla poesia. La poesia quest’anno ha grande rilevanza e io vi sono particolarmente legata. Iniziamo già domani con Franco Arminio poeta apprezzato a livello nazionale, definitosi «paesologo». È molto attento all’idea di area interna, di comunità, di piccolo borgo. Ci accompagnerà in una riflessione poetica, uno spettacolo poetico, attraverso i suoi versi.

Domenica alle ore 17 sarà la volta di Teresa Murgida, sempre poetessa calabrese con la presentazione del suo libro ‘La vertigine dell’ombra’. Sono contenta alla presenza di Francesco Bevilacqua, un ricercatore di luoghi perduti come ama definirsi. Presenterà il suo libro sabato alle 18, ‘Turbare una stella’, edito Rubbettino; una riflessione tra natura e umano, ovvero come possono interfacciarsi.

Ci sono possibilità di assistere ad una terza edizione in futuro?

“Speriamo di sì. È un festival che vuole crescere e appassionare i residenti del luogo e i turisti che possano trovare nella Sila grandi opportunità. Speriamo di dare un nostro contributo per far scoprire la Calabria”.

Elena Dardano era stata ospite della puntata del DB Social del 5 settembre 2020 proprio per tirare le somme della prima edizione del festival.