Si celebra oggi, 15 marzo, la Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, mentre il Paese si risveglia con le restrizioni che si protrarranno fino a Pasqua. A DB Radio i messaggi di Cescot Calabria e Confartigianato Catanzaro.

 

Nel giorno in cui ricorre la Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, l’Italia si sveglia giocando a “strega comanda colore”: due terzi del Paese in “rosso”, il resto in zona “arancione” con la Sardegna unica “riserva bianca”, lontana dalle contaminazioni peggiori.

Sono quindi entrate in vigore le restrizioni che ci condurranno fino al 6 aprile, alla luce del decreto legge per Pasqua 2021 approvato la scorsa settimana dal Governo Draghi. Verrebbe dunque da chiedersi quale significato possa assumere parlare di diritti dei consumatori, oggi, con una popolazione ridotta in ginocchio per le immani difficoltà economiche che allontanano l’uscita del tunnel. A priori, l’emergenza sanitaria ha scavato un solco dal punto di vista sociale e anche relazionale tra le persone, ormai esauste da questa condizione di vita, da un anno a questa parte.

Istituita nel 1986 dalle Nazioni Unite per ricordare il giorno in cui, nel 1962, il governo di John Fitzgerald Kennedy sancì le prime leggi a tutela dei consumatori, la Giornata dei Diritti dei Consumatori merita un focus particolare  in virtù del momento storico, nonostante possa sembrare uno sforzo di cui faremmo volentieri a meno, visto lo stato d’animo: un po’ come celebrare la festa dei lavoratori, mentre il lavoro non c’è! La pandemia sta riscrivendo la storia dell’umanità ed è quanto mai opportuno discutere dei diritti che tutelano la sicurezza dei prodotti, la fruizione ed il funzionamento dei servizi, anche una completa e libera informazione, proprio ora che la normalità è un ricordo lontano.

Impetuosi i numeri diffusi recentemente dall’Istituto nazionale di statistica. Nel 2020 si è registrato un calo dell’occupazione senza precedenti: sono 456mila i posti di lavoro persi, per la maggior parte contratti a termine e a farne le spese, ancora una volta, sono state soprattutto le donne. Nel 2020 i divari di genere si sono, infatti, notevolmente ampliati: tra le donne si contano -249 mila occupate. “Un massacro, nonostante il blocco dei licenziamenti, un terremoto che ha colpito i lavoratori italiani”, aveva commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo il quale “quand’anche si dovessero completare le vaccinazioni in pochi mesi, non sarebbe risolta la crisi che attanaglia le industrie”.

Interventi chiari e tempestivi: ciò è quanto rivendica una popolazione allo stremo, che auspica ristori adeguati, pur credendo poco ad un rilancio a breve termine.

 

Capellupo, Cescot Calabria: “Il turismo potrà fungere da rilancio futuro”

“Superata l’emergenza sanitaria il Paese si troverà di fronte ad una crisi economica e lavorativa spaventosa. Non dimentichiamoci che in questo momento sono bloccati i licenziamenti, gran parte delle imprese è in sofferenza e non sa se dopo la pandemia vi sarà la possibilità di una ripresa delle attività”, sostiene il presidente del Cescot Calabria (Ente di Formazione di Confesercenti) Pasquale Capellupo a DB Radio.

“È chiaro, la priorità è l’emergenza sanitaria, poi tutto il resto – specifica – ma la speranza è che si acceleri con i vaccini, tra fornitura e somministrazione, affinché si possano vedere i primi spiragli a primavera inoltrata per una regione come la nostra che vive di turismo”. Ecco, questa è una delle corsie preferenziali che la Calabria dovrà necessariamente percorrere per venir fuori. A tal proposito aggiunge Capellupo: “Nutrire la speranza di usufruire della stagione estiva, è un fattore che può dare conforto in questo momento, per quel che riguarda la possibilità di una ripresa”. In merito ad un eventuale legame di continuità o rottura tra l’attuale agenda di governo e la precedente, per il presidente del Cescot Calabria è prematuro abbozzare giudizi: “L’approccio è diverso dal passato viste le forze messe in campo, anche se secondo me sono state utilizzate esternazioni ingiuste nei confronti del governo Conte, durante la gestione della pandemia. L’impianto e l’approccio fanno ben sperare, ma non vedo segnali di rottura rispetto al governo precedente che, secondo me, aveva ben gestito la fase appena trascorsa”.

 

Da Confartigianato Cz l’appello di Mostaccioli: “Risarcimenti, non ristori”

Su questa falsariga, l’allarme lanciato dal segretario Confartigianato per la Provincia di Catanzaro, Raffaele Mostaccioli: “Il crollo del mercato del lavoro è conseguenza del crollo delle attività di produzione, delle piccole e medie imprese, delle industrie. A risentirne maggiormente, le piccole e medie imprese e le micro-imprese, per l’appunto, considerando che le imprese artigiane rappresentano la quasi totalità della società”. Il dottor Mostaccioli, quindi, scende nei dettagli: “Abbiamo un’incidenza di chiusura enorme, un’incidenza  di aumenti di debito enorme specie nei confronti dell’Inps. Per esempio, noi eravamo una percentuale di soci e paganti che era oltre il 60% tramite i contributi all’Inps, ultimamente sono arrivati meno del 30% perché non si riesce a pagare i contributi previdenziali. È una situazione non drammatica … ma di più!”. E viste le chiusure delle attività con l’aumento dei contagi, quale, dunque, l’antidoto? Risarcimenti, non più ristori! Non si tratta più dell’elemosina di mille euro per un ‘ristoro’ – osserva il Segretario Confartigianato Cz -. Spero che il prossimo decreto possa disporre aiuti adeguati. Il governo centrale, tuttavia, nel momento in cui il Comitato Tecnico Scientifico suggerisce delle misure necessarie per la tutela della salute pubblica, non può fare a meno di disporre delle restrizioni. Sarà importante vedere cosa succederà con il Recovery Plan, soprattutto per la Calabria – conclude – per quanto riguarda le infrastrutture, la digitalizzazione la internazionalizzazione. L’economia deve ripartire, è chiaro, ma serviranno aiuti seri e consistenti, specie da parte di Confartigianato, al servizio delle imprese che si rivolgeranno a noi per essere aiutate nel percorso”.

Il tutto, inevitabilmente, è accentuato per le “cenerentole”, le terre nobili e amare come la Calabria che, nel momento in cui scriviamo, ha di gran lunga superato quota 700 morti (nel quadro più ampio delle oltre 102mila vittime, in tutta Italia).

Per qualcuno la notte è anche più buia.