La scena musicale italiana, sulle orme dell’intera nazione, sta vivendo un momento storico. L’hip-hop, il rap, e i loro sottogeneri hanno fatto breccia anche nei cuori dei più grandi, proponendo tematiche forti e spesso politicamente scorrette, abbattendo i taboo appartenenti al mondo della sessualità per sfruttarli come punto di forza.

Il 2016 ha rappresentato l’anno d’oro per la nuova generazione trap, con gli allora emergenti: Sfera Ebbasta, Ghali, Tedua, Izi, Rkomi, Dark Polo Gang. Ora il rap è una realtà indiscussa della musica italiana e tra le innumerevoli produzioni, offre dei progetti innovativi e interessanti, spesso con sfumature internazionali.

Ora che siamo chiamati a salvaguardare la nostra salute tra le mure casalinghe a causa dell’emergenza COVID-19, ci siamo trovati di fronte alla fatidica domanda: “E ora che facciamo?”.

Le risposte sono prontamente giunte da tantissimi esponenti dell’arte, del cinema e della musica. Quest’ultima è parte integrante della nostra vita, fa da sfondo alle nostre esperienze, ci fa sognare, divertire e spesso riflettere su ciò che ci rende felici o meno. E quale momento migliore, se non questo, per dedicare del tempo a della buona musica che possa ispirarci ad essere creativi e propositivi nei confronti di noi stessi e degli altri, aiutandoci a rispondere con forza all’emergenza che stiamo vivendo?

Per affrontare questo periodo, DB Radio vi consiglia il nuovo imperdibile album di Ghali, DNA.

Per chi non lo conoscesse, Ghali Amdouni, noto come Ghali, è tra i più importanti artisti della scena “pop-rap” italiana e tra i più promettenti per un futuro successo su scala internazionale. Nato a Milano da genitori tunisini nel 1993, si fa portavoce di tutti i ragazzi immigrati in Italia e cresciuti in quartiere, proprio come lui che ha vissuto gran parte della sua vita a Baggio, quartiere della periferia milanese che fa spesso da sfondo ai suoi testi.

Il suo ultimo progetto, DNA, è una vera e propria perla e merita un ascolto da qualsiasi amante della musica, certificato disco d’oro in sole tre settimane è destinato a traguardi ancor più prestigiosi.

Pubblicato dalla sua etichetta Sto Records, vanta le produzioni di assoluti esperti quali: Michele Canova, Sick Luke, Mace, Venerus, Tha Supreme, Merk & Kremont, AVA, Djan Amir, MB, Swan, Mamakass e Mr. Eazi. Tra le collaborazioni troviamo i nomi di: Salmo, Tha Supreme, l’algerino Soolking e Mr. Eazi, direttamente dalla Nigeria.

È impossibile non notare la forte ispirazione di Ghali ad artisti come Michael Jackson, Stromae; i sound tipici degli anni ’80/’90 sono ricorrenti e stimolano la nostalgia dei più grandi. Da molti apostrofato come “Il nuovo Jovanotti”, Ghali non delude le aspettative e si prende l’intera scena pop. E se Caparezza cantava “Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un’artista”, l’attesa di due anni e mezzo dal primo album di Ghali ha confermato la verità del pugliese riccioluto.

L’artista milanese dimostra ancora una volta il suo essere poliedrico, alterna tracce da discoteca a hit assicurate da radio; barre in cui emerge il rancore per l’assenza di un padre a strofe d’amore dedicate alla madre e alla compagna.

Dopo “Album”, il suo progetto d’esordio con cui aveva già scalato le classifiche italiane, si afferma nuovamente con tematiche che toccano gli abusi razziali, l’ascesa personale, la vita di strada, il successo, gli amici, la famiglia e l’amore, tutti collegati per andare a chiudere un gioiellino Made in Italy, paradossale per un ragazzo che per sentirsi veramente italiano ha dovuto aspettare la maggiore età.

Assieme a Mahmood, è l’unico in grado di portare il concetto multirazziale dritto nei testi, utilizzando ben sette lingue che lo legittimano Re indiscusso del pop italiano e lo proiettano verso un futuro che guarda ben oltre le Alpi.

DNA di Ghali: scopriamo insieme le 15 tracce

1 – GIU’ X TERRA (prod. MACE & Venerus)

“Immagina che ci si incontrasse tutti, nel punto in cui i palazzi formano una croce, abbracciati insieme senza pensare a niente, che siamo come fiori al buio in una serra”

La descrizione di ciò accadrà il 4 Aprile in Italia? Si spera. Nel frattempo godetevi questo gioiello carico di 80’s vibes. La produzione di MACE & Venerus è notevole, ci trasporta in un ambiente anni ottanta grazie all’elettronica che ricorda il mondo di “Tron” o “Stranger Things” e regala un ritmo intenso alla traccia che fa da intro all’album. Il richiamo all’unione nonostante le diversità è prepotente ed è la tematica principale della canzone, perfetta per il momento che stiamo vivendo.

Ghali si concede anche un attacco generico alle major che curano solo gli interessi economici senza tener conto delle idee degli artisti.

 

2 – BOOGIEMAN feat. Salmo (prod. Zef & MACE)

Hit assoluta da club. Zef & MACE si ispirano alla dance anni 90, in particolare Show Me Love di Robin S. regala la melodia della canzone che Ghali e Salmo sfruttano a dovere.

Ghali trasforma il boogeyman, ovvero “l’uomo nero”, nel boogieman, l’uomo del ballo. Il ritornello è accattivante dal primo ascolto ed impossibile non muovere la testa a tempo.

Notevole lo spunto di Salmo che ha fatto discutere sui social a tal punto da provocare una risposta da parte dell’artista stesso. Infatti, il rapper sardo canta: “Sono diventato tutto ciò che ho sempre odiato, e mi piace”, specificando che “ciò che ha sempre odiato” non fossero i cantanti commerciali, ma le persone ricche, giustificando la propria condizione migliorata in seguito a vari sforzi nel corso della sua carriera.

 

3 – DNA (prod. Canova, MACE & Venerus)

La traccia che fa da titolo all’intero album. Il DNA è la base della nostra vita, e la traccia segue questo concetto. Qui Ghali è fortemente introspettivo, parla di se stesso e del suo rapporto con il successo, ponendo l’accento sulle persone che ruotavano attorno alla sua fama iniziale e che lo hanno successivamente abbandonato nei momenti di magra.

«Il successo è una droga che va sempre di moda, se non ti fa più prova ad aumentare la dose».

Molto interessante la frase presenta all’interno del testo: «Ricordo quando mi dicevano: “Non farai mai nulla, resterai per sempre nel buio in un angolo”». Quest’ultima venne pronunciata da Fedez proprio nei confronti di Ghali durante un tour, verosimilmente per spronarlo a sfondare nel mondo della musica.

 

4 – GOOD TIMES (prod. Merk & Kremont)

Questa è la “Power Hit” per eccellenza. Cantanta a Sanremo in anteprima e subito protagonista con la pubblicità della BMW, è stata pensata e confezionata per comandare le classifiche. Mark & Kremont svolgono un lavoro da lode e Ghali performa usando la sua classica impostazione pop che conquista l’udito di qualsiasi ascoltatore.

«Chi se ne frega dei tuoi ma, dei tuoi se, dei tuoi bla bla, voglio stare in Good Time».

È un inno alla positività e alla spensieratezza. Chiudendo gli occhi sembra quasi di annusare l’aria estiva. Consigliata per iniziare la giornata col piede giusto appena svegli, e magari metterla sul balcone per condividere un po’ di “good time” con i vicini.

 

5 – JENNIFER feat. Soolking (prod. MB)

Per un’artista totale come Ghali non poteva mancare la traccia reggaeton. In tanti penseranno ad una brutta copia di Elettra Lamborghini, regina del reggaeton in Italia, eppure risulta totalmente diverso grazie all’utilizzo di ben 6 lingue diverse: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo e arabo. Soolking si integra bene in una collaborazione che dall’aria afro con sfaccettature orientali nella melodia.

 

6 – 22:22 (prod. Mamakass)

La canzone d’amore non è per forza scontata, parola di Ghali. L’artista fa un paragone tra il suo modo di interpretare l’amore e l’effetto che ha la marijuana su di lui, chiedendosi se questa relazione sia solo un fuoco che verrà presto spento dal vento o se sia qualcosa di concreto. La produzione è curata dal duo Mamakass, già protagonisti con la coppia milanese indie Coma_Cose.

«Ma stai giocando con il fuoco o sei seria? Sai mentire con lo sguardo, o sei vera? Dimmi quale effetto fai a quest’ora, se dura una vita o solo mezz’ora, io non gioco con il fuoco, l’accendo, mi si spegne di continuo, c’è vento».

Quindi, cari fidanzati, potrete approfittare di questo momento di distanza per dedicarvi questa canzone e continuare a tenere acceso il “fuoco”, tanto caro a Ghali.

 

7 – FAST FOOD (prod. Sick Luke)

I “Fast food”, simbolo di ciò che viene prodotto e consumato velocemente, con voracità, esattamente come la gioventù dei ragazzi che crescono nei quartieri popolari senza avere niente, a volte nemmeno una famiglia. Il messaggio è forte e Ghali con questa traccia realizza una rappresentazione di ciò che è stata la sua crescita, il successo conquistato e le conseguenti paure che lo turbano e appannano i suoi ricordi riguardanti la sua vita prima della fama, senza un padre e con una madre in difficoltà.

«Cresciuti veloce dentro a un fast food, tra un’ora è un grosso grosso rendez-vous, e mamma no, no, non pianger più, sono innocuo ora alle luci blu. E non guardo più il prezzo sul menù, tutto fatto in tv, sto nel mio momento clou, i miei vestiti no, non erano cool, tu mi guardavi così e a me non andava giù».

Anche la tematica che lega gli amici ai soldi è presente e si ipotizza che la seconda strofa sia dedicata al suo storico produttore, Charlie Charles, il quale non è presente nell’album, forse risultato del loro allontamento. In ogni caso, Sick Luke non ne fa pesare l’assenza e regala una produzione fatta su misura per l’idea della traccia, che appare come un viaggio nella vita di Ghali.

 

8 – MARYMANGO feat. Tha Supreme (prod. AVA & Tha Supreme)

Può una canzone essere priva di un messaggio e nonostante ciò risultare perfetta? Si, se in quella canzone è presente Tha Supreme. Il ragazzo riesce ad essere il protagonista principale anche negli album altrui, e in questo caso mette in secondo piano anche Ghali. Le sue linee melodiche sono uniche, innovative, qualcosa di mai sentito in Italia e nel mondo. La sua mano è evidente nella base prodotta in collaborazione con AVA, ancor di più nella strofa che chiude la traccia dopo uno switch inaspettato che taglia in due la prima strofa dalla seconda. Il pacchetto è confezionato a dovere, e nonostante sia un passo indietro per quanto riguarda l’impegno nella ricerca di un significato vero, le strofe scorrono perfettamente e sono il risultato di una fusione di tutto ciò che ruota attorno al concetto di “swag”.

9 – FLASHBACK (prod. Bijan Amir)

Altra traccia introspettiva che riguarda la vita di Ghali nel dettaglio. Uno story-telling della sua ascesa musicale che lo ha tirato fuori dalla condizione di povertà, regalando un sorriso alla madre, vera e propria musa ispiratrice dell’artista, nonostante l’assenza del padre rinchiuso in carcere. Lo stesso Ghali ha affermato di aver palesato il suo rapporto con Dio attraverso questo pezzo, per chiedergli di tenere a mente chi gli è stato vicino nei momenti di difficoltà.

 

10 – COMBO feat Mr. Eazi (prod. Mr Eazi)

Ghali e Mr.Eazi insieme esprimono al meglio le loro origini africane, rispettivamente tunisine e nigeriane, con un sound trascinante perfetto per ballare. Ennesima prova dell’essere poliedrico dell’artista milanese, in grado di coinvolgere figure internazionali nei suoi progetti integrando vari stili musicali tra di loro.

 

11 – EXTASY (prod. MACE & Swan)

«Ora mi trovo accanto a te, mi sembra un attimo perfetto, tu sei Extasy per me».

L’elettronica sta tornando prepontemente, e lo fa attraverso il rap e il pop. Ghali realizza un must per i club, ma non solo. La traccia è piacevole anche ascoltandola con le cuffie nella propria stanza, la produzione sposa perfettamente la sua voce e nell’insieme è una ventata di aria fresca dritta in faccia. Ghali paragona la serata trascorsa con una ragazza all’extasy, una delle droghe più usate nei club, quasi come se il solo pensare a lei fosse causa di una dipendenza implacabile.

Una curiosità sulla canzone, che esisteva già da tempo, riguarda il fatto che venne mostrata nel documentario “DAI PALAZZI AI PALAZZETTI” presente su Youtube, in cui era presente anche Charlie Charles, il quale però non è presente in nessuna traccia dell’album.

 

12 – BARCELLONA (prod. Canova)

La vera canzone d’amore dell’album, dedicata alla sua compagna Mariacarla Boscono. Ghali racconta la nascita della loro relazione, le loro paure e come vivono la distanza. Nella prima strofa l’artista canta il punto di vista di Mariacarla, mentre nella seconda strofa torna in prima persona e si riferisce direttamente a lei. La produzione è ineccepibile, Canova si impone di nuovo come una sicurezza, non una novità dopo i vari successi con Fedez, Fabri Fibra, DPG e tanti altri artisti italiani.

 

13 – CUORE A DESTRA (prod. Canova)

Un’assoluta perla dell’album. Il fischio che accompagna il ritornello in stile CUORE IN GOLA di Myss Keta è una scelta azzeccata e la melodia entra in testa fin da subito con una sfaccettatura un po’ nostalgica, intervellata da versi di rap più marcato.

«Mi sento imbucato alla mia festa, spari a sinistra, ma ho il cuore a destra».

Il significato del ritornello è aperto a varie interpretazione, verosimilmente per avere il “Cuore A Destra”, Ghali intende il fatto di essere fuori dalla norma, differente dalla massa, in quanto normalmente il cuore è decentrato verso la parte sinistra. Tra le varie opzioni, quella da scartare senza troppe speculazioni è l’interpretazione politica, in quanto l’artista stesso ha più volte evidenziato il suo distacco dalle ideologie appartenenti alla “Destra”.

 

14 – SCOOBY (prod. Sick Luke)

Se siete amanti dell’hip-hop vecchio stile, Scooby sarà la vostra preferita. Ghali si lascia andare con ciò che sa fare meglio, rappare, ed il lavoro risulta facile quando a produrti c’è Sick Luke, che con sole 2 tracce realizzate per DNA esce come uno dei migliori. In questo caso sceglie un mood hip-hop con sfumature vaporwave, perfette per Ghali. Con questa traccia sembra quasi di riascoltare il Ghali versione 2016.

 

15 – FALLITO (prod. Canova)

Traccia che chiude DNA, carica di rancore e di rivalsa. Ghali si sfoga contro tutti coloro che gli davano del fallito, ma nonostanto ciò è riuscito a sfondare nel mondo della musica.

«Ho un mostro sotto il letto, ormai è un amico».

Nonostante l’artista parli in prima persona, ognuno di noi può applicare le sue parole in una situazione vissuta personalmente, che abbia a che fare col lavoro, in amore o in amicizia, in modo da imparare a convivere con le nostre paure per renderle punti di forza.

DNA è un gioiellino della musica italiana, innovativo, colorato, multietnico, che saprà tenervi compagnia in queste settimane, e magari trasmettervi qualcosa di positivo.

di Emanuele Panza