Il direttore di “Sicurezza e Lavoro” commenta su DB Radio l’incontro tra i familiari delle vittime ed il premier Conte.

Nel corso della puntata di Pausa Caffè di mercoledì 1 luglio condotta da Federica Falbo e Samuele Cardamone, è intervenuto Massimiliano Quirico, giornalista e direttore della rivista e Associazione “Sicurezza e Lavoro“.

Già ospite di DB Radio il 28 aprile  in occasione della giornata Mondiale della Sicurezza e Salute sul lavoro

Quirico è tornato per parlare di un incidente avvenuto proprio tra le mura di una fabbrica le cui vittime, da oltre un decennio, chiedono giustizia. È il caso tristemente noto del Thyssenkrupp di Torino presso la cui sede persero la vita 7 operai a causa di una fuoriuscita di olio bollente in pressione che aveva preso fuoco.

Il caso Thyssenkrupp: la vicenda

Nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre 2007 si verificò l’incidente considerato tra i più gravi avvenuti sul lavoro nell’Italia contemporanea e molte critiche furono sollevate all’azienda da più parti. Secondo le testimonianze di alcuni operai, i sistemi di sicurezza non funzionarono, inoltre alcuni operai coinvolti stavano lavorando da più di 12 ore.
L’azienda ha smentito l’accusa che poneva all’origine dell’incendio varie violazioni delle norme di sicurezza, nonostante ciò, il 13 maggio 2016 la magistratura italiana ha condannato in via definitiva i due manager tedeschi della Thyssenkrupp: Herald Espenhahn e Gerald Priegnitz, rispettivamente a 9 anni e 8 mesi e a 6 anni e 10 mesi di reclusione, poi ridotti a 5 anni di carcere in base alla normativa tedesca.

Una condanna mai scontata

A distanza di quattro anni questa condanna non ha mai visto l’esecuzione e, ai due dirigenti è stato addirittura concesso dalla procura tedesca di Hessen il regime di semilibertà. Ricordando un percorso di giustizia ben diverso per i manager italiani dell’azienda, secondo Quirico:
«il fatto grave è che la normativa deve valere allo stesso modo, almeno all’interno dell’Unione Europea. E’ assurdo che certe normative o certe condanne valgono in uno Stato dell’Unione Europea e non vengono fatte applicare in un altro Stato. Allora – sottolinea il direttore e giornalista – viene meno l’utilità di avere una normativa, un disegno comune a livello europeo. Questa è la questione che, nei fatti, sta sollevando anche il governo Italiano».
Ed è proprio al nostro Governo che si sono rivolte le famiglie delle vittime, sconvolte e arrabbiate a causa della sorprendente sentenza. Venerdì 26 giugno hanno incontrato a Palazzo Chigi, accompagnati da Massimiliano Quirico,  il Presidente Giuseppe Conte ed il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dai quali hanno ricevuto umana comprensione e massima disponibilità.
«Questa notizia ha lasciato tutti sconcertati, compreso lo stesso Governo che, tra l’altro, non aveva ancora la documentazione – chiarisce Quirico a proposito dell’incontro – La procura di Hessen ha rilasciato un’intervista ad un’emittente radiofonica tedesca dichiarando che avrebbe concesso la semilibertà ai due manager tedeschi. E’ un ulteriore affronto alle vittime e al governo il fatto che di una notizia del genere non sia stata data contezza neanche ai vertici dello Stato Italiano ed è per questo che abbiamo chiesto di avere dei chiarimenti, di avere la documentazione».
Cosi il direttore di “Sicurezza e Lavoro” racconta di come il Premier «è stato molto sollecito e ha detto che avrebbe convocato l’ambasciatore tedesco per saperne di più».
E proprio la convocazione dell’ambasciatore, che dovrebbe avvenire nelle prossime ore, sposta la questione anche a livello diplomatico. Una questione che, come viene definita da Quirico stesso «è uno schiaffo ai familiari delle vittime ma anche all’Italia intera».
di Federica Falbo
(Pausa Caffè del 1 luglio 2020 con l’intervista al dir. Massimiliano Quirico)