Appuntamento speciale su DB Radio: l’inaugurazione della mostra di Luca Viapiana. Dodici carte che legano i sentimenti dell’uomo alla realtà della pandemia.

DB Radio mantiene la propria programmazione incentrata sulla stretta attualità in un momento in cui il modo di fare informazione è stato stravolto dall’emergenza. Ecco l’idea, unica nel suo genere: ospitare, all’interno del proprio palinsesto, l’inaugurazione di una mostra d’arte online!

E non una “personale” qualsiasi, ma Artworks on the pandemic l’ultima creatura a cui ha dato vita l’artista catanzarese Luca Viapiana: dodici carte (per il momento, digitali) sul modello del già noto mercante in fiera, con la collaborazione di Stefano Morelli, curatore della mostra che esemplifica lo stato d’animo dell’uomo ai tempi del coronavirus, che ha cambiato stile di vita omologandosi ad una nuova normalità, con le sue speranze, la sua ricerca di armonia interiore.

Già ospiti di DB Radio (in occasione dell’apertura al pubblico de “Il Mercante In Fiera Catanzarese”, nel periodo natalizio), Viapiana e Morelli hanno “tagliato il nastro” durante “Kunsthaus incontri culturali”, la rubrica del venerdì condotta da Bruno Bevacqua.

Solo l’estro di un uomo sensibile e partecipe del suo tempo come Viapana avrebbe potuto proporre opere che vanno al di là di una stanza, oltre la quarantena. Immagini che nobilitano la vita dell’uomo comune, frutto delle sensazioni che albergano nell’animo dell’artista; il tutto, secondo un senso di serialità avviato dal senso ludico del Mercante In Fiera Calabrese.

“Con ‘Atworks on the pandemic’ Luca raggiunge l’apice, traducendo l’importanza del dramma che stiamo vivendo, rappresentando il mondo in un mazzo – sottolinea il curatore Morelli -. Nelle carte non vi è nulla di tragico, anzi è un’esaltazione del presente, seppur sia un presente tragico”. E Viapiana aggiunge: “Se attraverso il mercante in fiera sono partito dal pretesto ludico per raccontare una dimensione territoriale, adesso mi rifaccio ad un pretesto tragico per raccontare una dimensione totalmente sentimentale, con una componente erotica relativa”.

Scoccano le 18:00. DB Radio svela le carte (anzi i “tarocchi”) che accompagnano il fruitore nella raffigurazione della pandemia, giocando con la similitudine cromatica, con contrasti delicati, con la sfocatura dello sfondo. Si inizia con la ricerca di intimità ne “Il Contagio” e in quel blu che dà il senso di iniziale spaesamento. Poi “La Corona”, un fantoccio dalle sembianze che richiamano – inconsciamente – un ibrido tra un Buddha e Siva, come a sintetizzare equilibrio e caos. La successione delle pittografie (termine che l’artista Viapiana tende a stigmatizzare) scandisce i passaggi di questi mesi di difficoltà.

Eloquente è “La Zona Rossa”, carta che raffigura un selciato, mantenendo un rapporto materiale con il virus, messo in risalto dal magenta che identifica lo stato di emergenza, con delle colombe come sinonimo di mano che gestisce il problema, con pietà.

Quindi “La Fuga” di una coppia, “La prima linea”, “La Quarantena”, La Distanza”: immagini legate dalla potenza dell’autenticità, con la coerenza dell’uso di colori tendenzialmente tenui, a segnare il compromesso tra una dimensione remota e la vita quotidiana. Una emotività di pancia che si attiene alla realtà di tutti i giorni, come per esempio ne “L’Attesa” – ottava carta – che ripropone l’ormai consuetudinaria fila davanti al supermercato, scena che Luca mira dal terrazzo, tutte le mattine, nel prendere il caffè.

Poi “La Benedizione”, immagine nata per caso, che prende spunto dall’atto di inginocchiarsi davanti la tv durante la benedizione urbi et orbi del Papa. Ecco “Il Picco”, con la raffigurazione del mandorlo ai piedi del quale l’artista trovava raccoglimento nei suoi anni da studente: vi sono fiori che diventano stelle e sullo sfondo proprio il “picco”, trasposto su un’altra dimensione che diventa la fase di produzione del fiore.

“L’Asintomatico” consente di individuare chi tra le due figure ritratte (originariamente tre) sia l’asintomatico: come due atleti svuotati, smarriti, che richiamano il nostro stato d’animo (sono “i nuovi noi” dice Morelli), da persone piombate nella condizione di malinconia, d’attesa svilente. Nel mazzo, questa è forse la carta alla quale ognuno di noi si ascrive: “Volevo raccontare questa condizione come fosse un fardello – spiega l’artista – e ho voluto dare a questa figura un primo piano, come una natura di pensatore innocente”. A dare compimento al mazzo, l’ultima carta, “La madre”, raffigurata da un cervo, l’elegante animale tipico della fauna locale.

A questo punto lo spettatore vuol sapere se la serie “Artworks on the pandemic” è da considerarsi chiusa e circoscritta al momento oppure aperta a completarsi. La chiave di lettura di artista e curatore, pare opposta: se Luca Viapiana si proclama disposto ad integrarla in relazione all’evolversi degli eventi, di diverso avviso è Stefano Morelli, secondo il quale la forza di questa serie è l’aver descritto il mondo di questi due mesi, senza aggiungere qualcosa che non le appartiene. È così che il fruitore della mostra resta sospeso nell’incertezza, nella curiosità di scoprire se questa grande idea troverà un seguito, con la speranza di poter ammirare le opere nella loro raffigurazione materiale.

di Cosimo Simonetta

(Puntata speciale di DB Radio sull’inaugurazione della mostra “Artworks on the pandemic” di Luca Viapiana)