Fare rete tra le eccellenze, tra medici e operatori dell’informazione, chiamati a fare giusta divulgazione in un momento di crisi non solo sanitaria, ma anche etica. DB Radio riprende il filo conduttore avviato nel corso dei mesi in un DB Social dedicato all’emergenza sanità in Calabria.

Dopo lo sfacelo generato dalle uscite di Cotticelli e Zuccatelli, sembrava esser stato designato il nuovo commissario straordinario, Eugenio Gaudio, ma ad addensare il cielo di nuvole l’ennesimo passo indietro, mentre arrivava la smentita di Gino Strada. Pennellate bizzarre in un quadro di per sé ridicolo che rende la Calabria oggetto di sberleffo.

Ampliando lo sguardo sul tema della salute, il DB Social condotto da Matteo Pirritano e Federica Falbo apre con l’intervento della dottoressa Maria Lucente, in occasione della Giornata Mondiale dei Prematuri, evento istituito per accendere l’attenzione sui temi riguardanti la prematurità. La dottoressa Lucente, direttore Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, ha sostanzialmente illustrato i numeri inerenti alle nascite pre-termine in Italia e nel mondo, oltre alle linee guida che i genitori dovrebbero seguire, parlando inevitabilmente di prevenzione, specialmente in questo momento di pandemia: “Si tratta di bambini speciali per il loro attaccamento alla vita. Sono guerrieri dal peso di una piuma ma con la forza di un gigante. Il neonatologo deve prendersi cura anche della salute psichica della famiglia. La mancata conoscenza e le non perfette informazioni veicolate hanno generato paura in alcune donne in gravidanza”.

“Commissario sì, commissario no” e terremoto sanità calabrese: spazio alle voci del dottor Roberto Ceravolo, primario di Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, il direttore de ildispaccio.it Claudio Cordova e Tiziana De Simone, coordinatrice territoriale Emergency Catanzaro.

“Questi numeri drammatici dicono che siamo in guerra e la nostra vita deve essere tutelata dall’atteggiamento di ciascuno – dice il dottor Ceravolo -. Noi medici siamo la Calabria che resiste e deve dimostrare quanto vale. Ma dobbiamo rimboccarci le maniche, ripartire dalle nostre eccellenze, non piangerci addosso in attesa del vaccino, perché le persone nel frattempo muoiono e dobbiamo fronteggiare il presente”, sostiene il presidente dell’associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri Calabria. E nel constatare amaramente quanto i medici agli occhi degli stolti siano passati da “eroi” a “untori”, lancia un messaggio: È vero, siamo in difficoltà, un pronto soccorso sembra un girone dantesco, ma la Calabria non è solo esempi negativi. La stampa ha la responsabilità di fare informazione corretta. Medici e giornalisti devono fare rete”.

Ad avvalorare la discussione le parole dello scrittore Claudio Cordova: “Il giornalismo è soprattutto denunciare ciò che non va. Potremo crescere solo quando diventeremo caso nazionale, come Sicilia e Campania negli anni. Ancor prima della stampa di tutta Italia, noi abbiamo scritto di inefficienze e malasanità. Da sempre la sanità calabrese è lottizzata da ‘ndrangheta e massoneria: questo è il presupposto”. Sul paradossale dietrofront di Eugenio Gaudio, il direttore del Dispaccio osserva: “Si tratta dell’ulteriore atto di questa tragicommedia che va avanti da due settimane. Credo che la scelta di Gaudio di tirarsi indietro, oltre a motivazioni opinabili, sia dovuta alle questioni giudiziarie che lo hanno visto coinvolto, quindi avrà preferito non immischiarsi in una situazione già esplosiva. Gino Strada sarebbe la figura ideale, che possa spezzare quei meccanismi di Sistema”.

Salute, volontariato, presenza sul territorio ben oltre i confini. Tiziana De Simone di Emergency ciò che avviene dietro le quinte della loro organizzazione, senza aggiungere altro rispetto a quanto precedentemente dichiarato da Gino Strada in persona: “Si è alzata l’attenzione su Emergency in questi ultimi giorni. Noi preferiamo soffermarci sulla salute come diritto per la collettività”. Fondata ventisei anni fa e presente in Calabria dal 2013, la coordinatrice dell’associazione pone in risalto i principi attorno cui si fonda l’operato, in questo momento di difficoltà globale: “Cerchiamo di diffondere una cultura di pace, dare opportunità agli invisibili, arrivare dove le persone perdono i diritti. Ora, con la presenza del covid, sono saltati gli eventi in piazza e le riunioni, quindi ci siamo reinventati nel modo di raccontare Emergency in Italia e nel Mondo, di arrivare alla gente. Adesso vogliamo ritornare nelle scuole tramite le piattaforme nel web”. E a proposito di flussi migratori e navi quarantena: “Sei persone sono morte nell’attraversare il Mediterraneo, tra cui un bimbo di sei mesi annegato in un mare di indifferenza. Il covid ci ha messo davanti agli occhi questa grande diseguaglianza. Non è fondamentale per la Calabria che ci sia o meno Strada nel ruolo di commissario, ma che la sanità arrivi equa per tutti. Qualità e gratuità per tutti sono i nostri cardini”.

Cosimo Simonetta